Calendario 2025
Calendario Edizione 2025
MILANO
In collaborazione con il Dipartimento di Studi Letterari, Filologici e Linguistici dell’Università Statale di Milano:
Passaggi armonici: Franz Liszt dal profano al sacro
Danilo Mascetti pianoforte
Introduzione e dialogo con Giuseppe Polimeni.
F. Liszt (Raiding 1811-Bayreuth 1886)
Harmonies poétiques et religieuses (selezione con durata di circa un’ora)
1. Invocation
2. Bénédiction de Dieu dans la solitude
3. Pensée des morts
4. Hymne de l’enfant à son réveil
5. Funérailles
6. Cantique d’amour
Il ciclo Harmonies poétiques et religieuses di Franz Liszt, ispirato all’omonima raccolta poetica di Alphonse de Lamartine intreccia musica, poesia e metafisica. Nella selezione dei brani in programma – in questa occasione sul pianoforte Steinway storico appartenuto a Franz Liszt e da lui donato a Daniela von Bülow – si susseguono passaggi emotivi e spirituali in una continua trasformazione, transito tra la dimensione umana e quella divina, tra vita e morte, solitudine e comunione, dolore e amore.
Invocation apre con un’esortazione estatica, quasi una preghiera musicale che invoca la bellezza eterna. Segue Bénédiction de Dieu dans la solitude, meditazione serena che celebra la grazia divina rivelata nel raccoglimento: è il passaggio dalla dispersione esteriore alla pace interiore. Pensée des morts ci conduce in un dialogo con l’assenza, carico di struggente memoria mentre Hymne de l’enfant à son réveil rappresenta il risveglio dell’anima innocente, simbolo di rinascita e speranza.
Il drammatico Funérailles è forse il punto più oscuro del ciclo: un passaggio tragico, eroico e personale, dedicato alla perdita. Conclude il programma Cantique d’amour, una sublimazione amorosa, quasi celestiale, dove l’amore diventa lingua universale.
Danilo Mascetti pianoforte è un pianista e fortepianista, membro dell’Accademia Internazionale del pianoforte del Lago di Como, Junior Fellow ’19/’20 per The Carne Trust presso il Royal College of Music di Londra e scholar ’23/’24 per il Conservatorio Reale de L’Aia e A. Jacoba Fonds.
Si esibisce regolarmente da solista in tutta Europa, con vari concerti in Giappone, Cina, America, Sudafrica e Turchia. Nel 2024 Danilo registra un album Schubert-Schumann su fortepiano per Accento7, e si esibisce in tour con Diabelli Project – Beethoven’s Vienna con vari concerti in Sudafrica, Italia, Inghilterra e Repubblica Ceca; debutta in Portogallo con il Quarto Concerto di Beethoven e l’Orquestra do Centro, e presenta in prima mondiale il ciclo “Schegge di memoria” di Luca Vago.
Giuseppe Polimeni è professore ordinario di Storia della lingua italiana presso l’Università di Milano; tra i suoi temi di ricerca sono i volgari antichi, Manzoni, Verga, la formazione linguistica nell’Ottocento; fa parte del Comitato scientifico dell’edizione nazionale delle opere di Manzoni e del Consiglio direttivo della Fondazione Verga. È socio corrispondente dell’Accademia della Crusca.
In collaborazione con associazione MaMu Cultura Musicale
Passaggi interiori: ricordi d’amore
con Daiane Scales Cezario soprano, Luca Cozzi pianoforte dialogo con Davide Assael.
Programma:
F. Poulenc (1899 Parigi-1963 Parigi)
Le Chemins de l’Amour, voce e pianoforte (4’)
F. Chopin (1810 Żelazowa Wola -1849 Parigi)
Preludio Op. 28 n. 15 per pianoforte (6’)
F.P. Tosti (1846 Ortona- 1916 Roma)
4 Canzoni d’Amaranta
- Lasciami! Lascia ch’io respiri (4’)
- L’alba sepàra dalla luce l’ombra (2’)
- Invan preghi (3’)
- Che dici, o parola del Saggio? (6’)
Non t’amo più (5’)
O.Respighi (Bologna 1879-Roma 1936)
Stornellatrice (2’)
F.P. Tosti
Good-Bye (4’)
F. Chopin
Notturno Op. 48 n. 1 (6’)
M. Ravel (1875 Ciboure- 1937 Parigi)
Deux mélodies hébraiques
- Kaddisch (5’)
- L’énigme éternelle (2’)
R. Hahn (1874 Caracas-1947 Parigi)
L’Heure exquise (3’)
F. Poulenc
Les Chemins de l’Amour, pianoforte solo (3’)
Questo programma vuole raccontare una storia d’amore perduto attraverso brani selezionati dal repertorio di musica vocale da camera e solistico.
Il concerto intreccerà i brani proposti con brevi interventi di testo e piccoli elementi di scena che servono a delineare lo spazio emotivo di questo racconto, immergendo il pubblico in un’atmosfera a volte nostalgica, a volte romantica, a volte spirituale.
A introdurre la serata sarà il filosofo Davide Assael, con riflessioni sul tema dell’amore perduto nella tradizione filosofica. Le sue divagazioni apriranno uno spazio di pensiero che accompagnerà l’ascolto, intrecciando parola e musica in un dialogo profondo. Il concerto si propone così come un percorso interiore e musicale dove l’esperienza estetica si arricchisce di senso e memoria.
Daiane Scales, soprano, e Luca Cozzi, pianoforte, sono un duo di musica vocale da camera di recentissima formazione. Conosciutisi nella classe di Musica Vocale da camera del M. Luca Ciammarughi presso il Conservatorio “G. Cantelli” di Novara (Italia) dove attualmente studiano entrambi, hanno già debuttato con un loro primo recital-progetto “Ricordi d’Amore – Un racconto attraverso la Musica da Camera” presso l’Auditorium “F. lli Olivieri” del Conservatorio Cantelli e il festival PianoLab di Martina Franca.
Entrambi hanno una formazione poliedrica in ambito musicale e anche scientifico
Davide Assael, nato a Milano nel 1976, si laurea in Filosofia teoretica con Carlo Sini. Dopo la laurea ha approfondito i propri studi a Ginevra, per poi collaborare con importanti fondazioni italiane sia come ricercatore che come organizzatore culturale. Allievo di Haim Baharier, i suoi studi si concentrano da tempo sul versante biblico-filosofico. Attualmente presiede l’Associazione Lech Lechà, per una filosofia relazionale, è voce della trasmissione radiofonica Uomini e profeti ed editorialista del quotidiano Domani.
Happiness è un po’ teatro e un po’ concerto. Happiness è una surreale partita di calcio. Happiness è mito, cinema e un viaggio avventuroso. Happiness è l’incontro di due amici che provano a rispondere a una domanda vecchia quanto il mondo.
E dopo aver indagato un po’ di biochimica, un po’ di letteratura, un po’ di arti figurative, molta musica e molta filosofia, alla fine la risposta arriva, con la disarmante semplicità di cinque parole scritte su un foglio di carta.
Scritto da Michele Piana e Guido Conforti
Giacomo Piana, pianoforte
Giacomo Piana studia pianoforte presso la Fondazione Accademia Internazionale di Imola sotto la guida di Alessandro Taverna, e presso la Scuola di Musica di Fiesole nella classe di Elisso Virsaladze. Ha concluso il “Corso di Perfezionamento in Pianoforte” presso l’Accademia di Musica di Pinerolo, tenuto prima da Massimiliano Damerini e quindi da Giovanni Doria Miglietta. È stato allievo di Ljuba Pastorino Moiz e Andrea Pestalozza.
Guido Conforti è Direttore Generale di Confindustria Genova. È autore del libro “Genova: una città visibile”, accompagnato dalle fotografie di Giorgio Bergami. Ha scritto testi teatrali e realizzato direttamente performance artistiche, tra cui gli spettacoli “Tragedie ristrette”, “Contraintes”, “Biarritz” e “Happiness”, prodotto dal Festival della Scienza
Michele Piana è professore di Analisi Numerica all’Università di Genova e ricercatore associato dell’Osservatorio Astrofisico di Torino. È co-fondatore del gruppo di ricerca MIDA e direttore del ‘Life Science Computational Lab’ presso l’Ospedale Policlinico San Martino di Genova. Si è diplomato in pianoforte sotto la guida di Martha Del Vecchio.
Margherita Casamonti, pianista
dialogo con Florinda Cambria
Con una miniatura in prima assoluta di Rosita Piritore
Programma:
Rosita Piritore (1996)
(Ir)radiante miniatura in prima assoluta per pianoforte
M. Bonis (1858 Parigi – 1937 Sarcelles)
Carillon Mystique (5’)
H. de Montgeroult (1764 Lione-1836 Firenze)
Sonata op.5 n.3 (17’)
M. Bonis
Omphale (4’)
C. Chaminade (1857 Parigi – 1944 Monte-Carlo)
Etude op.35 n.4 Appassionato (3’)
G. Tailleferre (1892 Saint-Maur-des-Fossés – 1983 Parigi)
Partita pour Piano (10’)
C. Chaminade
Etude op.35 n.2 (Automne) (6’ 30”)
“La musica traduce tutta la bellezza, tutta la verità, tutto l’ardore. L’oggetto delle nostre voci eterne prende una forma”. – Mel Bonis
Vœux éternels / Voci eterne dà spazio a compositrici francesi che, pur operando in un contesto storico e culturale complesso, hanno saputo trasformare i limiti sociali in uno slancio creativo personale e originale. Figure come Hélène de Montgeroult, Mélanie Bonis, Cécile Chaminade e Germaine Tailleferre rappresentano passaggi cruciali nella storia della musica: luoghi di resistenza e di innovazione, espressioni di una sensibilità che ha saputo superare le convenzioni del tempo.
In questo flusso, che è insieme memoria e rivelazione, si inserisce oggi la prima assoluta della compositrice Rosita Piritore, testimone e continuatrice di quella “forma” evocata da Mel Bonis, dove la musica si fa bellezza, ardore, verità. Una serata che unisce generazioni di artiste e di ascoltatori, in un dialogo tra epoche e visioni — nel segno di una voce eterna che si rinnova nel tempo.
Margherita Casamonti , pianista, didatta e musicologa fiorentina, è specializzata in repertorio composto da autrici affiancato alle opere per pianoforte più conosciute – che ha eseguito e promosso in varie occasioni (fra cui nel 2022 la conferenza-concerto dal titolo Assenza Femminile presso la CGIL di Milano, numerosi concerti presso il Conservatorio di Bologna a partire dal 2021 e il Festival Danza Urbana di Bologna nel 2024) per quasi un decennio. Laureata presso l’Università di Firenze, la Scuola di Musica di Fiesole e il Conservatorio G.B. Martini di Bologna, è attiva inoltre come autrice di articoli di Musicologia Intersezionale presso il collettivo Storie Sepolte (facente parte la rivista Tigre di Carta) ed ha partecipato all’Ottava Giornata di studi sulle donne in musica presso l’Università Roma Tre nel 2024. È membro del duo cameristico Casamonti-Galli (vincitore di una borsa di studio presso il Livorno Music Festival) ed insegnante presso le sedi dell’Accademia Musicale di Firenze.
Florinda Cambria è Professore associato di Filosofia Teoretica all’Università degli Studi dell’Insubria e docente di Filosofia ed Epistemologia alla Scuola di Psicoterapia Comparata a Genova. Dal 2015 coordina e presiede le attività del centro di studi transdisciplinari «Mechrí – Laboratorio di filosofia e cultura» (Milano), dove conduce il Seminario delle Arti Dinamiche. La sua ricerca filosofica si intreccia da sempre a un vivo interesse per le arti performative, con specifico riferimento al tema della corporeità e della rappresentazione, del teatro e della dimensione prassico-compositiva della conoscenza.
Rosita Piritore, pianista e compositrice classe 1996, si è formata presso i Conservatori V. Bellini di Caltanissetta e A. Boito di Parma, conseguendo con lode e menzione d’onore le lauree in pianoforte e composizione. Svolge un’intensa attività concertistica e compositiva che l’ha portata ad esibirsi e ad essere eseguita in Europa, America e Asia, in contesti quali Carnegie Hall (New York), LunART Festival (Madison), Music by Women Festival (Columbus), O/Modernt (Stoccolma), Kuhmo Chamber Music Festival e Shanghai Spring International Music Festival con trasmissioni radiofoniche in USA ed Europa. Vincitrice di numerosi concorsi pianistici e compositivi (fra cui Concorso Internazionale Il Casale di Riardo 2019 e Vladimir Mendelssohn International Composition Competition 2022), è stata apprezzata anche per l’impegno contro gli stereotipi di genere. Dal 2020 è pianista e arrangiatrice dell’Orchestra Toscanini Next ed ha collaborato fra gli altri con l’European Opera Academy ed il Centro Coreografico Nazionale Aterballetto.
Gli inizi della nostra comprensione del bello si collocano all’interno della dimensione del mito, di quel mito originario della nostra cultura occidentale che risale a Platone e ai variegati volti che in esso viene ad assumere la figura di Eros, principio generativo e vero e proprio archetipo del sentimento umano e delle sue contraddizioni: da passione a nostalgia, da tormento a estasi, da armonia a lacerazione.
Lavinia Bertulli, pianoforte
dialogo con Giancarlo Lacchin.
Programma:
M. Clementi (1752 Roma-1832 Evesham, Regno Unito)
Sonata op.50 n.3 Didone abbandonata (25’)
C. W. Gluck (1714 Erasbach-1787 Vienna)
dall’Orfeo ed Euridice, Wq.30 trascrizione di Giovanni Sgambati (4’)
F. Liszt (Raiding 1811-Bayreuth 1886)
Sonetto n. 104 del Petrarca
Con una prima assoluta di Paolo Catenaccio, An imaginary Mazurka
F. Liszt
Fantasia quasi Sonata Après une lecture de Dante (17’)
Un percorso musicale e letterario tra le pieghe dell’animo umano, dove l’amore, quando negato o perduto, diviene eco di solitudine e trasformazione. La Didone abbandonata di Muzio Clementi, ispirata alla tragica eroina virgiliana, apre il programma con un racconto sonoro intriso di pathos e dignità ferita. Segue l’Orfeo ed Euridice di Gluck, nella raffinata trascrizione di Sgambati, elegia del ricordo e del desiderio impossibile di riportare indietro chi è ormai perduto. Il viaggio si compie con la Fantasia quasi Sonata Après une lecture de Dante di Liszt, un’invocazione visionaria e drammatica, sospesa tra amore e dannazione, ispirata alla Divina Commedia.
La prima assoluta di Paolo Catenaccio dialoga con questi archetipi emotivi in una prospettiva contemporanea. A introdurre l’ascolto, Giancarlo Lacchin guiderà il pubblico in una lettura letteraria del programma, amplificando la riflessione sul confine sottile tra passione e perdita.
Lavinia Bertulli, diplomata al Conservatorio di Firenze con Giovanna Prestia, si è perfezionata con Andrea Lucchesini alla Scuola di Musica di Fiesole e con Benedetto Lupo all’Accademia di Santa Cecilia a Roma, dove attualmente approfondisce il repertorio di musica da camera con Ivan Rabaglia.
Nel corso della sua attività concertistica si è esibita in qualità di solista con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, diretta da Fabio Luisi, e con l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, diretta da James Feddeck.
Premiata al Teatro la Fenice al Premio Venezia 2016, nel 2018 vince il Premio Alkan per il Virtuosismo pianistico.
Paolo Catenaccio, compositore classe 98 residente a Roma, da numerosi anni vede la sua musica girare in festival italiani ed europei di prestigio, ricevendo commissioni da Ensemble ed enti storici. Ha pubblicato la sua musica con numerose case editrici ed ha fondato un festival di musica da camera chiamato Suoni Oltre Confine.
Giancarlo Lacchin (Latisana,1971), insegna Estetica presso la Facoltà di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Milano e presso l’Accademia “Aldo Galli” di Como. Si occupa di poetica ed estetica tedesca in epoca classico-romantica e nella Jahrhundertwende. Ha pubblicato monografie su Stefan George e Ludwig Klages, sul rapporto fra Romanticismo e avanguardie artistiche e sull’arte contemporanea (Il cangiante. Per un nuovo dominio dell’arte contemporanea.) Ha curato l’edizione di opere, fra gli altri, di Klages, Hofmannsthal, Korff, Schlegel, Baeumler e Friedemann.
Dirige la collana “Hyperion. Estetica. Studi e ricerche” presso l’editore Franco Angeli e “Panoptikon. Rivista di cultura mitteleuropea”, è redattore della redazione milanese di “Filosofia e teologia”.
È attualmente responsabile delle Attività Culturali della Fondazione Collegio delle Università Milanesi, docente di Filosofia e storia presso il Liceo Falcone e Borsellino di Arese (MI) e segretario del Centro Interuniversitario di Studi sul Simbolico dell’Università di Milano. Accompagna da tempo il suo impegno accademico e di ricerca con un’intensa attività nel campo dell’organizzazione e dell’ideazione di eventi culturali (mostre, esposizioni, convegni…) in collaborazione con le istituzioni locali e con alcune fondazioni culturali del territorio milanese e lombardo.
VERONA Ciclo Rêverie
Passaggi di generazione
Alessandro Di Lorenzo, pianoforte
dialogo con Davide Gnoato
Programma:
L. Berio (Oneglia 1925-Roma 2003):
Feuerklavier (4’)
Silvia Berrone (1991)
Step in, prima esecuzione assoluta
D. Scarlatti (Palermo 1660-Napoli 1725)
Sonata K.9 in re minore e K.466 in fa minore
A. Scriabin (Mosca 1872-Mosca 1915):
Sonata no. 9 (9’)
S. Rachmaninoff (Novgorod 1873-Beverly Hills, California 1943):
Sonata no. 2 (23’)
Passaggi di generazione è un viaggio attraverso epoche e linguaggi e un dialogo tra generazioni musicali. La serata si apre con la giovane compositrice Silvia Berrone, la cui miniatura Step in introduce con voce contemporanea il tema della soglia e del nuovo inizio, ereditando e rielaborando un patrimonio che viene da lontano. Con Luciano Berio e il suo Feuerklavier il pianoforte si fa materia incandescente, linguaggio che si spezza e si rigenera, evocando l’ambivalenza del fuoco: pericolo e salvezza insieme, in un lascito che diventa ponte verso il futuro. Il percorso si volge poi a Domenico Scarlatti, le cui Sonate tracciano un passaggio generazionale verso la modernità: equilibri di danza e meditazione che prefigurano la trasformazione simbolica e visionaria del repertorio successivo. Nella Sonata n. 9 di Scriabin, la Messa nera, il suono si trasfigura in rito esoterico: un Nietzsche musicale, dove volontà di potenza e misticismo dionisiaco si fondono, raccogliendo e trasfigurando tradizioni passate. Infine, la Sonata n. 2 di Rachmaninoff chiude l’itinerario con un canto di tormento e nostalgia, uno sguardo rivolto al passato mentre l’Occidente accelera verso la modernità. Dalla giovane avanguardia italiana al lirismo russo, Passaggi di generazione mette in dialogo epoche, visioni e lasciti, trasformando ogni brano in una soglia che attraversa il tempo e apre a un nuovo orizzonte sonoro.
Silvia Berrone (1991) è una compositrice italiana residente in Francia. Diplomata al Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse di Lione, esplora la musica strumentale, vocale ed elettroacustica. Suoi lavori sono stati eseguiti in vari contesti come il Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano e la Philharmonie di Parigi.
Alessandro Di Lorenzo, giovane pianista pugliese, incarna un’autenticità musicale rara, espressione diretta della sua naturale sensibilità. Nato a Martina Franca, ha conseguito il diploma di I livello con 110 e lode presso il Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli e ha arricchito la sua formazione con masterclass tenute da rinomati maestri internazionali. Classificatosi ai primi posti in numerosi concorsi nazionali, ha calcato palcoscenici prestigiosi, eseguendo, tra le altre opere, il IV concerto per pianoforte di Beethoven con l’Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana di Bari. La sua carriera, costellata anche dalla partecipazione a importanti festival pianistici, continua a consolidare la sua presenza nel panorama musicale italiano.
Davide Gnoato (1990) è dottorando di Letterature Comparate all’Università di Vienna sul tema “Adelphi Edizioni e l’immaginazione della Mitteleuropa”. Ha studiato germanistica, romanistica e slavistica e svolto ricerca presso le Università di Trento, (TU) Dresda, Rouen, Vienna, Tokyo (Tōdai) e all’IEA di Parigi. I suoi campi sono la mediazione letteraria, l’editoria internazionale, il legame musica e letteratura e la teoria della cultura. È stato recentemente Junior Fellow all’ifk (Linz/Vienna). Il suo operato lo colloca tra le voci emergenti di un poliglottismo culturale europeo.
Paolo Ehrenheim, pianoforte
dialogo con Lorenzo Gobbi
Programma:
E. Satie (Honfleur 1866-Parigi 1925)
Ogive n. 1 (3’)
O. Respighi (Bologna 1879-Roma 1936)
3 Preludi sopra melodie gregoriane (15’)
C. Debussy (1862 Saint-Germain-en-Laye- 1918 Parigi)
Mouvement da Images (4’)
F. Liszt (Raiding 1811-Bayreuth 1886)
Vision dagli studi trascendentali (6’)
E. Satie
Ogive n. 4 (3’)
F. Liszt
Sursum Corda
Miserere d’après Palestrina (6’)
J. Brahms (Amburgo 1833-Vienna 1897)
Intermezzo op. 118 n. 6 (6’)
G. Crumb (Charleston, 1929-Media, 2022)
Nostradamus (4‘)
F. Liszt
Totentanz (16’)
Il programma ruota attorno ad un raffinato gioco di alternanze e risonanze temporali. Le Ogives di Erik Satie, con il loro andamento ieratico e l’atmosfera rarefatta, indicano il percorso come portali sonori: aperture ideali verso spazi immaginari, simili a navate di antiche cattedrali. Il programma prosegue con brani di compositori attivi tra Ottocento e primo Novecento — Respighi, Liszt, Brahms, Debussy — tutti accomunati da un forte legame con il passato, in particolare con la tradizione sacra e il canto gregoriano.
Respighi elabora antiche melodie liturgiche nei suoi Preludi gregoriani, mentre Liszt, con la trascrizione del Miserere di Palestrina e il Totentanz, riflette sulla spiritualità e la morte in chiave visionaria. L’Intermezzo op. 118 n. 6 di Brahms e Mouvement di Debussy evocano, seppur con linguaggi diversi, un senso di memoria e trascendenza. Una sorta di passaggio tra epoche, come in un rito di trasmissione intergenerazionale. In questo percorso si inserisce Nostradamus di George Crumb: una voce novecentesca che trasforma la memoria arcaica in profezia, aprendo un varco verso dimensioni altre, al confine tra misticismo e visione apocalittica. Il tema dei “passaggi”, centrale nel festival, si declina qui anche in senso filosofico: non solo passaggi di epoche e stili, ma transiti interiori, attraversamenti che collegano il visibile e l’invisibile, la vita e la morte, la tradizione e l’attesa del futuro.
Paolo Ehrenheim, classe 2001, è un giovane pianista vincitore del Terzo Premio al Premio Venezia 2024 e del primo premio al Premio Giangrandi-Eggmann 2021. Si è esibito come solista in importanti teatri come Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Olimpico di Vicenza, Teatro Sociale di Como, Teatro Verdi di Pisa, Teatro Sociale di Busto Arsizio. Ha recentemente tenuto un recital al Palazzo del Quirinale per i concerti di Rai Radio 3.
Lorenzo Gobbi è analista biografico a orientamento filosofico. Ha pubblicato saggi e poesie. Nel 2012 ha ottenuto dall’Accademia Mondiale della Poesia dell’UNESCO il Premio Catullo per la sua attività di traduttore di poesia.
Giacomo Del Papa, violino
Emanuele Ruggero, viola
Gianluca Pirisi, violoncello
Luca Ciammarughi, pianoforte
dialogo con Pier Alberto Porceddu Cilione
con una miniatura in prima assoluta per pianoforte di Riccardo Perugini: Dati con perdita
Programma:
R. Perugini in prima esecuzione assoluta:
Dati con perdita
G. Mahler (1860, Boemia-1911, Vienna)
Quartettsatz (10’)
R. Schumann (1810, Zwickau-1856 Endenich)
Kinderszenen op.15 per pianoforte (20’)
Quartetto op.47 (30’)
Schumann e Mahler sono due compositori che declinano in modo distinto il repertorio delle forme espressive ottocentesche. Tuttavia, pur diversi per stile e linguaggio, essi convergono nel concepire la musica in un rapporto strutturale con la parola, con l’intonazione poetica del linguaggio, come vera e propria “letteratura in suoni”. Nei loro lavori, poesia e musica si fondono in un’unica esperienza estetica, in cui i confini tra i linguaggi sembrano dissolversi. Entrambi segnano dunque un passaggio decisivo verso una concezione moderna e totale dell’arte, capace di abbracciare emozione, pensiero e narrazione in un unico gesto creativo. Al di là degli espliciti riferimenti letterari (Goethe, Schiller, Herder, Heine, e poi Clemens Brentano con Achim von Arnim e Jean Paul, tra gli altri), vi è, nell’opera di Schumann e di Mahler, una presenza costante del “poetico” nella concezione della sonorità musicale. Non si tratta solo di prestiti ispirativi, o della presenza intonata di testi poetici (Schumann e Mahler come sommi autori di Lieder), ma di una concezione “letteraria” che innerva la musica assoluta, alla ricerca di un punto immaginativo di convergenza tra l’evocatività della parola poetica e la sua transustanziazione nel dominio del puro elemento musicale.
Giacomo Del Papa si diploma nel 2016 al Conservatorio S. Cecilia di Roma con il massimo dei voti. Prosegue gli studi al Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano, dove ottiene nel 2020 il Master in Music Performance con lode e nel 2022 il Master in Didattica della Musica d’Insieme all’Università RomaTre, sempre con lode. Fondatore del Quartetto Eos (2017), si esibisce in Italia e all’estero, vincendo numerosi premi tra cui il Concorso Orpheus (2020), il Premio Abbiati (2018), il Concorso Rubinstein (2018), ed è semifinalista al Concorso di Ginevra (2023). Nel 2024 riceve il Premio “Jeunesse Musicales Deutschland” al Concorso Borciani. Collabora con artisti di rilievo come il Quartetto di Cremona, Enrico Dindo, Enrico Pace, Gabriele Mirabassi, Calogero Palermo, Cristian Poltèra e con orchestre come la Filarmonica di Milano e l’Orchestra della Svizzera Italiana.
Incide per Odradek, Harmonia Mundi, Da Vinci Records e Brilliant Classics .
È in residenza alla Fondazione Singer Polignac di Parigi dal 2022 e dal 2024 è violinista dell’ensemble Kinari.
Emanuele Ruggero, nato a Roma, è Prima Viola de I Solisti Aquilani dal 2023 e membro del Quartetto Pegreffi dal 2024. Si è formato al Conservatorio Santa Cecilia con Luca Sanzò, con Bruno Giuranna presso l’Accademia Stauffer di Cremona, con William Coleman all’Università Mozarteum di Salisburgo e con Patrick Jüdt all’Hochschule der Künste di Berna. Come solista si è esibito con la Berner Symphonieorchester e I Solisti Aquilani, e come camerista ha collaborato con istituzioni di rilievo
(IUC, Società del Quartetto di Milano, Accademia Filarmonica di Bologna) e con artisti di fama internazionale quali Corina Belcea, Carlo Maria Parazzoli, Barbican Quartet. Ha maturato esperienze orchestrali con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, LaFil di Milano e il Teatro Olimpico di Vicenza. Ha partecipato a Masterclass come l’International Musicians Seminar – Prussia Cove con Lars Anders Tomter e la Villars Music Academy con Tabea Zimmermann e Walter Küssner, così come l’Accademia Chigiana con Kim Kashkashian.
Suona una Rodolfo Fredi del 1934.
“Un violoncellista veramente dotato, nato per questo strumento”
Rohan De Saram
Attivissimo sia in orchestra che in ambito cameristico, Gianluca Pirisi si è esibito come solista e in formazioni da camera in alcuni dei principali festival italiani (Unione Musicale di Torino, Amici della Musica di Palermo, Amici della Musica di Perugia, Accademia Filarmonica Romana, Accademia Filarmonica di Bologna, Accademia di Santa Cecilia, Filarmonica di Messina, ecc.) e all’estero (Amsterdam Cello Biennale, Istituto Italiano di Cultura di Parigi, Kusatsu Music Festival, Werk 7 München, Festival di Gand, Festival della Staatsoper di Hannover, Chopin Festival di Varsavia, ecc.).
Tra il 2016 e il 2018 ha condiviso il palco con Giovanni Sollima in una serie di concerti per due violoncelli e orchestra in Italia (Amici della Musica di Perugia, Accademia Filarmonica Umbra, Camerata Strumentale di Prato, Senato della Repubblica Italiana). Nel 2018 è stato inoltre nominato sostituto ufficiale di Giovanni Sollima per una serie di otto concerti come solista con l’Orchestra della Staatsoper di Hannover.
Nel 2021 ha debuttato insieme al leggendario violinista Irvine Arditti e alla pianista Roberta Pandolfi in un programma cameristico dedicato a Rhim e Kenaxis. Nel 2024 il trio registra l’integrale delle Fredde Szenen per Odradek Records ottenendo 5 stelle da BBC, Gramophone UK, Archi Magazine e molte altre rubriche.
Il suo interesse per la prassi esecutiva storica lo ha portato all’attenzione di Fabio Biondi, Konzertmeister di Europa Galante, e dal 2022 viene invitato ogni anno a tournée in Polonia.
È stato Primo Violoncello dell’Orchestra da Camera di Perugia dal 2012 al 2022 e spesso ricopre lo stesso ruolo in altre orchestre italiane e internazionali (Teatro La Fenice, O/Modernt Orchestra, Kusatsu Festival Orchestra).
È inoltre membro fondatore dell’Ensemble Kinari, gruppo cameristico dedicato alla riscoperta e alla valorizzazione di repertori ingiustamente dimenticati.
Luca Ciammarughi è pianista, conduttore radiofonico, scrittore. Da vent’anni in onda su Radio Classica, ha scritto numerosi libri, fra cui Soviet Piano; Schubert; Non tocchiamo questo tasto; Le ultime Sonate di Schubert; Da Benedetti Michelangeli alla Argerich. Ha curato il volume Appunti per un metodo di pianoforte di Chopin. Ha tenuto concerti in Europa, Stati Uniti e America latina. L’ultima sua uscita discografica è Rameau nello specchio di Saint-Saens, per Sony. Collabora con il Teatro alla Scala e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. È docente di ruolo di musica vocale da camera al Conservatorio di Novara. Ha curato recentemente un progetto di musica e danza al CoLab del Trinity Laban di Londra ed è stato relatore in un convegno al CNSMD di Parigi.
Gian Paolo Minardi ha scritto di lui: “L’impegno dell’interprete s’intreccia fruttuosamente con quello del critico, dello studioso, del comunicatore, nel segno di una sottile irrequietezza che traspare dalla stessa scrittura, una prensilità che si irradia in tanti riverberi, iperboli, incursioni fulminee in altri terreni poetici”.
Ha collaborato con Daniel Barenboim per il cartone animato “Max & Maestro”, Premio Abbiati ed è stato diretto da Shlomo Mintz nel Concerto incompiuto n. 6 di Beethoven.
È direttore artistico di PianoSofia e PianoLab. Al Museo Teatrale alla Scala cura la rassegna “Dischi e tasti”. Del giugno 2025 è l’uscita della monografia Arturo Benedetti Michelangeli. Il mistero di un genio.
Pier Alberto Porceddu Cilione insegna Estetica presso l’Università di Verona. Ha insegnato Didattica dei linguaggi artistici e Problemi espressivi del contemporaneo presso l’Accademia di Belle Arti di Verona. Tiene un corso di Estetica filosofica presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Ha tenuto un corso di Metodo, Critica e Ricerca nelle discipline artistiche, presso il CLEAC dell’Università Bocconi di Milano. Ha studiato presso l’Università Statale di Milano, l’Università di Verona e la Freie Universität di Berlino. Tra i suoi principali interessi di ricerca si segnalano l’Estetica, la Filosofia della musica e la Teoria della traduzione. Si è occupato di temi legati alla Morfologia e alla Filosofia della cultura. Suoi contributi sono stati pubblicati in riviste scientifiche nazionali e internazionali. È autore di La terra e il fuoco. Antinomie della cultura (Mimesis, Milano 2017), La formatività assoluta. Per una fisica dell’arte (Orthotes, Napoli-Salerno 2018) e Tradurre la musica. Goethe e la West-Eastern Divan Orchestra (Quiedit, Verona 2019).