Ph.: Davide Santi

Luca Ciammarughi

Musicista inusuale, Luca Ciammarughi è concertista, conduttore radiofonico e musicologo. Da più di dieci anni è quotidianamente in onda su Radio Classica: la sua trasmissione “Il pianista” è divenuta un riferimento nel panorama divulgativo italiano. Scrive per i mensili MUSICA, Classic Voice, Suonare News e per il Corriere del Ticino. È direttore editoriale di ClassicaViva. Nel 2017 ha scritto per Zecchini Editore il libro Da Benedetti Michelangeli alla Argerich – Trent’anni con i grandi pianisti, e nell’aprile 2018 è uscito il volume Soviet Piano. I pianisti dalla rivoluzione d’ottobre alla guerra fredda. Per LIM di Lucca ha scritto la monografia Le ultime sonate di Schubert – Contesto Testo Interpretazione, per ClassicaViva il saggio Franz Schubert – Le sonate di gioventù.

Ha studiato pianoforte presso il Conservatorio G. Verdi di Milano, diplomandosi con il massimo dei voti e la lode nella classe di Paolo Bordoni e ottenendo poi, con menzione d’onore, il diploma accademico in musica vocale da camera nella classe di Stelia Doz. Ha approfondito lo studio della liederistica con Dalton Baldwin, ottenendo il Primo Premio come duo con il soprano Sakiko Abe al Concorso “Città di Conegliano” (presidente di giuria Regina Resnik). Come pianista concertista ha suonato per il Festival dei Due Mondi di Spoleto, Mito Settembre Musica, Taormina Arte, La Verdi, Mantova Chamber Music Festival, Società dei Concerti di Milano, Spoleto Festival USA di Charleston, Festival Guadalquivir in Spagna, European Union Youth Orchestra, Salle Cortot di Parigi, Piano City Milano, ClassicAperta di MiTo Onlus, Accademia Musicale Pescarese, Amici del Loggione del Teatro alla Scala, Palazzo Farnese a Piacenza, Teatro di Villa Torlonia a Roma, Barletta Piano Festival, Sala degli Arazzi del Palazzo Reale di Pisa, Società Umanitaria di Milano, Festival pianistico internazionale Città di Morbegno, Teatro Lirico di Magenta, Monteverdi Tuscany, Festival Mugellini, Festival di Bellagio e del Lago di Como, Livornoclassica, il Museo della Musica di Bologna, Barletta Piano Festival e molte altre istituzioni. Nel 2018 ha tenuto conferenze-concerto nei Conservatori di Verona, Bari e Foggia, nonché all’Istituto Superiore di Studi Musicali di Livorno.

Le sue incisioni schubertiane per ClassicaViva hanno ottenuto recensioni entusiaste («Lirismo, bellezza di suono, intimismo e tragicità, accostati in una narrazione coerente ed emotiva» secondo Riccardo Risaliti. «Il giovane Brendel, nel 1962, era molto più neutro», secondo Luca Segalla). Il pianista Eric Heidsieck ha definito “sublime” la sua interpretazione della Sonata D 894 di Schubert, «immersa in una luce paragonabile a quella dei pittori del XV secolo». Dino Villatico, a proposito della Sonata D 960 ha scritto che «le mani scorrono da un punto all’altro con fluida naturalezza, come se anche i contrasti più violenti raffigurino la mutevolezza ineludibile del percorso narrativo. […] la musica si fa racconto». Giovanni Gavazzeni ha paragonato la sua figura di critico-musicista a quella di Giulio Confalonieri. Paolo Isotta, nel libro Altri canti di Marte, ha scritto: «Le interpretazioni di Ciammarughi sono di altissimo livello e mettono capo a una ricerca timbrica quale può essere concepita solo da un artista nato nel Novecento». Luigi Fait ha dedicato un articolo al suo blog di ClassicaViva, definendo Ciammarughi “pianista e critico geniale”. Quirino Principe ha scritto di lui, sul domenicale del Sole24Ore: «Si può essere trentaseienni, e possedere un lungo passato d’affinamento nel valutare». Gian Paolo Minardi ha affermato che «l’impegno dell’interprete s’intreccia fruttuosamente con quello del critico, dello studioso, del comunicatore, nel segno di una sottile irrequietezza che traspare dalla stessa scrittura, una prensilità che si irradia in tanti riverberi, iperboli, incursioni fulminee in altri terreni poetici».

È stato più volte ospite a Radio Tre Rai, eseguendo in diretta musiche di Rameau, Carl Philipp Emanuel Bach, Schubert, Čajkovskij, Debussy, Chausson, Emmanuel, Hahn, Rota. Ha recentemente eseguito con Francesco Libetta, Scipione Sangiovanni e Emanuele Delucchi il primo Quartetto concertante di Carl Czerny. Nel maggio 2018 ha organizzato per Piano City Milano l’integrale delle Sonate di Schubert, eseguendone tre.

Ha scritto trenta voci per la Guida alla musica da concerto di Zecchini Editore e saggi sulla liederistica di Schumann e le mélodies di Poulenc e Debussy (ETS). Ha inoltre scritto libretti di cd per etichette quali Deutsche Grammophon, Decca, Sony, Warner Classics, Brilliant, Limen, Da Vinci, Stradivarius, e programmi di sala per alcune delle più rilevanti istituzioni concertistiche italiane, fra cui la Filarmonica della Scala.

Spesso impegnato in lezioni-concerto, ha tenuto recentemente conferenze al pianoforte su Les Chevaliers de la Table Ronde di Hervé, Mirandolina di Martinů, Gina di Cilea, Il signor Bruschino di Rossini e il Werther di Massenet nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice di Venezia e un incontro sul Ring di Wagner per gli studenti di Estetica dell’Università degli Studi di Milano. Ha tenuto seminari e presentazioni di libri nei Conservatori di Foggia e Lecce e all’Istituto Boccherini di Lucca. Ha collaborato come pianista e consulente musicale alla realizzazione del cartone animato “Max & Maestro”, che ha fra i protagonisti Daniel Barenboim, trasmesso da numerose tv di stato europee e internazionali, inclusa la RAI. Ha composto le musiche per i cortometraggi Elsa’s kitchen e Anna e Marcel, proiettati al Centre Pompidou di Parigi.
Nel novembre 2017 ha pubblicato per Da Vinci Classics un cd schubertiano a quattro mani con Stefano Ligoratti, insieme al quale costituisce duo pianistico; nel dicembre 2017 è uscito un cd solistico per il mensile Suonare Records, con musiche di Rameau e Schubert. In questo autunno 2018 ha pubblicato per Concerto Classics due cd: “Nel salotto di Casella” e “The sound of Picasso”.

Nel 2019 realizza una serie di 9 lezioni-concerto sulle forme della musica classica alla Palazzina Liberty di Milano.


Edizione 2021

martedì 21 settembre 2021

I testi poetici sono letti da Nicola Ciammarughi

RECITAL di Jean-François Antonioli
pianoforte

Gabriel FAURÉ – Ballade op. 19 (1881)
1845-1924 – versione originale per pianoforte solo

César FRANCK – Prélude, Choral et Fugue (1884)
1822-1890

Maurice EMMANUEL – Sarabande (1925)
1862-1938

Claude DEBUSSY Images
1862-1918
1er livre :
-Reflets dans l’eau
-Hommage à Rameau
-Mouvement

2ème livre :
-Cloches à travers les feuilles
-Et la lune descend sur le temple qui fut
-Poissons d’or

Per l’appuntamento di apertura di questa seconda edizione di PianoSofia abbiamo scelto di ispirarci a Vladimir Jankélévitch, che in sé riunisce il fascino e le fertili contraddizioni del musico-filosofo. Come coniugare la teoresi filosofica con la natura imprendibile della musica?

Jankélévitch ci riesce attraverso la profonda compenetrazione della sua scrittura con la musica stessa, poiché non si dovrebbe parlare di musica se non facendolo musicalmente. Il “non so che” e l’ineffabile sono al centro della sua riflessione, che trova in Fauré e Debussy due degli autori cardine, proposti nel recital del pianista Jean-François Antonioli, ricercato interprete di questo repertorio. Il matematico, pianista e studioso di Jankélévitch Michele Piana, insieme a Luca Ciammarughi, ci aiuterà a entrare in un pensiero che parte da basi scientifiche per ricordarci però come la musica sfugga a qualsiasi trattazione sistematica.

mercoledì 29 settembre 2021

Dialogo con Carlo Serra e Artin Bassiri Tabrizi

Luca Ciammarughi, pianoforte.

Concerto-spettacolo con i ballerini:

Pablo Ezequiel Rizzo e Alessandra Cozzi.

I testi poetici sono letti da Nicola Ciammarughi

Prima esecuzione assoluta di ‘Méditation et Danse’ di Giuseppe D’Amico

JEAN-PHILIPPE RAMEAU (1683-1764)
Dalle Nouvelles Suites de Pièces de Clavecin:
• La Dauphine
• Les Triolets
• Allemande
• Courante
• Sarabande
• La Triomphante
• Les Tricotets
• La Poule
• L’indifférente
• Menuets I et II
• Les Sauvages
• La Livri (Pièces de Clavecins en Concerts)
• Les Trois Mains
• Gavotte et Doubles

FRANÇOIS COUPERIN (1668-1733)
• Les Barricades mystérieuses (Pièces de Clavecin, Livre II, VI ordre)

La chiave di lettura è la rivalutazione del Settecento come secolo della sensazione, e quindi del piacere sensibile, opposto al predominio del sentimento nell’Ottocento.
Il Settecento – e quello francese in particolare – emerge quindi non come un’epoca di razionalismo e simmetrie, ma come un’epoca estremamente più ‘corporea’ del Romanticismo.