Lavinia Bertulli
Lavinia Bertulli, diplomata al Conservatorio di Firenze con Giovanna Prestia, si è perfezionata con Andrea Lucchesini alla Scuola di Musica di Fiesole e con Benedetto Lupo all’Accademia di Santa Cecilia a Roma, dove attualmente approfondisce il repertorio di musica da camera con Ivan Rabaglia.
Nel corso della sua attività concertistica si è esibita in qualità di solista con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, diretta da Fabio Luisi, e con l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, diretta da James Feddeck.
Premiata al Teatro la Fenice al Premio Venezia 2016, nel 2018 vince il Premio Alkan per il Virtuosismo pianistico
Gli inizi della nostra comprensione del bello si collocano all’interno della dimensione del mito, di quel mito originario della nostra cultura occidentale che risale a Platone e ai variegati volti che in esso viene ad assumere la figura di Eros, principio generativo e vero e proprio archetipo del sentimento umano e delle sue contraddizioni: da passione a nostalgia, da tormento a estasi, da armonia a lacerazione.
Lavinia Bertulli, pianoforte
dialogo con Giancarlo Lacchin.
Programma:
M. Clementi (1752 Roma-1832 Evesham, Regno Unito)
Sonata op.50 n.3 Didone abbandonata (25’)
C. W. Gluck (1714 Erasbach-1787 Vienna)
dall’Orfeo ed Euridice, Wq.30 trascrizione di Giovanni Sgambati (4’)
F. Liszt (Raiding 1811-Bayreuth 1886)
Sonetto n. 104 del Petrarca
Con una prima assoluta di Paolo Catenaccio, An imaginary Mazurka
F. Liszt
Fantasia quasi Sonata Après une lecture de Dante (17’)