Michele Piana
Michele Piana è professore di Analisi Numerica all’Università di Genova e ricercatore associato dell’Osservatorio Astrofisico di Torino. È co-fondatore del gruppo di ricerca MIDA e direttore del ‘Life Science Computational Lab’ presso l’Ospedale Policlinico San Martino di Genova. Si è diplomato in pianoforte sotto la guida di Martha Del Vecchio.
I testi poetici sono letti da Nicola Ciammarughi
RECITAL di Jean-François Antonioli
pianoforte
Gabriel FAURÉ – Ballade op. 19 (1881)
1845-1924 – versione originale per pianoforte solo
César FRANCK – Prélude, Choral et Fugue (1884)
1822-1890
Maurice EMMANUEL – Sarabande (1925)
1862-1938
Claude DEBUSSY Images
1862-1918
1er livre :
-Reflets dans l’eau
-Hommage à Rameau
-Mouvement
2ème livre :
-Cloches à travers les feuilles
-Et la lune descend sur le temple qui fut
-Poissons d’or
Per l’appuntamento di apertura di questa seconda edizione di PianoSofia abbiamo scelto di ispirarci a Vladimir Jankélévitch, che in sé riunisce il fascino e le fertili contraddizioni del musico-filosofo. Come coniugare la teoresi filosofica con la natura imprendibile della musica?
Jankélévitch ci riesce attraverso la profonda compenetrazione della sua scrittura con la musica stessa, poiché non si dovrebbe parlare di musica se non facendolo musicalmente. Il “non so che” e l’ineffabile sono al centro della sua riflessione, che trova in Fauré e Debussy due degli autori cardine, proposti nel recital del pianista Jean-François Antonioli, ricercato interprete di questo repertorio. Il matematico, pianista e studioso di Jankélévitch Michele Piana, insieme a Luca Ciammarughi, ci aiuterà a entrare in un pensiero che parte da basi scientifiche per ricordarci però come la musica sfugga a qualsiasi trattazione sistematica.
Happiness è un po’ teatro e un po’ concerto. Happiness è una surreale partita di calcio. Happiness è mito, cinema e un viaggio avventuroso. Happiness è l’incontro di due amici che provano a rispondere a una domanda vecchia quanto il mondo.
E dopo aver indagato un po’ di biochimica, un po’ di letteratura, un po’ di arti figurative, molta musica e molta filosofia, alla fine la risposta arriva, con la disarmante semplicità di cinque parole scritte su un foglio di carta.
Scritto da Michele Piana e Guido Conforti
Giacomo Piana, pianoforte